giovedì 9 marzo 2017

La voce del popolo

Sup?
Sinceramente ho sempre cercato di stare lontano dai luoghi comuni, di non fare di tutta l'erba un fascio, ma c'è da ammettere che negli ultimi anni la cultura media mondiale, così come il buongusto, stanno un po' calando a picco, trend al quale il nostro bel paese di certo non si esime. Un esempio piuttosto lampante di tale impoverimento è a mio modo di vedere ben espresso da una grande parte dei cosiddetti "Youtubers": ebbene si', Youtube, specialmente nella sua incarnazione italiana, è notoriamente una piattaforma assai mediocre ed adatta perlopiù al popolo del cinepanettone che trova tristemente libero sfogo, tra urletti, battute poco divertenti e giganteschi sproloqui, nel nostro amato mondo del gaming.
Ragazzini con pochi neuroni in testa ed una cultura videoludica decisamente adeguata al loro quoziente intellettivo, sono diventati ormai gli idoli delle masse, icone sbagliate di un mondo che non conoscono, spesso mosse più dalla brama di fama e pecunia che dall'amore per l'hobby stesso, esperti improvvisati ed incompetenti che "istruiscono" a modo loro le nuove generazioni, danneggiandole culturalmente ed alimentando a piene mani con i loro video vacui ed insulsi una visione terra terra del videogame.
Gli esempi lo saprete benissimo si sprecano ed i risultati di questo impoverimento sono ahimè davanti agli occhi di tutti, ma non sono qui per screditare tali persone né tanto meno per alimentare un odio che troppo spesso trovo eccessivo, scrivo queste righe per ricordarvi che magari oltreoceano, magari anche da noi, esistono ancora delle belle, bellissime realtà: se è vero che gli Youtuber ignoranti, senza arte né parte spopolano, è vero anche che delle roccaforti di altissima qualità come, per fare un gran bell'esempio, Hardcore Gaming 101, continuano imperterrite il loro nobile lavoro, magari nascoste dai giganteschi numeri di coloro che urlando, pigiano incompetentemente tasti a caso, ma codesti lidi, badate bene, ci sono ancora. Dobbiamo solo trovarli, diffonderli ed incentivarli, ignorando al tempo stesso nel modo più assoluto tutto ciò che per il nostro amato hobby è semplicemente dannoso, nocivo e retrogrado. E' il metodo più maturo ed efficace per fare del bene al nostro amato hobby, è un modo semplice ma potente per sconfiggere l'ignoranza.
Tali elementi, ricordate sempre, non meritano nemmeno il nostro odio.

Pic Of The Post


See Ya!

Pazto



lunedì 27 febbraio 2017

PS4 VS ONE e tutta l'ignoranza che c'è in mezzo

Sup?
Delle cosiddette Console War, dall'alto delle tre decadi da Gamer che porto sulle spalle, ne ho viste veramente tante, iniziando dall'ormai classica ed al tempo accesissima "Sega Master System Vs. Nintendo", diatriba sulla quale ho davvero dei dolcissimi ricordi. Al tempo, le nostre argomentazioni su quale fosse il sistema migliore o la migliori esclusiva, venivano espresse in modo più o meno contenuto tra i banchi di scuola elementare o nei parchetti, faccia a faccia, ed i "commenti" anziché esser scritti su tastiera, erano elargiti nei casi più estremi a suon di sgabellatte nei gropponi, erano senza dubbio bei tempi, dove alla fine della contesa vinceva sempre una tregua amichevole suggellata nel pomeriggio stesso da una partita a Mario a casa di un amico, alternata ad una di Sonic a casa di un altro.
Oggidì mi trovo però qui pronto a lamentarmi, come un vecchietto rompiballe, della moderna Console War che a mio modo di vedere si sta imponendo con una certa e preoccupante prepotenza come una delle peggiori di sempre. Ebbene sì, il folto gregge dei "Sonari" (a mani basse i peggiori) capeggiato da un orda di Fanboy perlopiù quindicenni, assieme agli abbattuti ed un po' sfigati "Xboxari" (al momento un po' in crisi) stanno veramente dando spettacolo, creando un palcoscenico indecoroso per i "PCisti" che osservano un po' snob dall'alto questa triste contesa fine a se stessa che sembra, ed a tutti gli effetti è, uno screzio tra bambini sciocchi, ignoranti e viziati.
La lotta per il proprio brand di appartenenza, alimentata a piene mani dal delirio di onnipotenza provato dai cosiddetti "leoni da tastiera", giovani ed inesperti sull'argomento, ha infatti ridotto il 90% delle discussioni videoludiche ad un susseguirsi di maligne offese reciproche, vuote e senza senso, volte unicamente a distruggere i possessori della console non posseduta, creando un senso di appartenenza vacuo ed assolutamente attuale in questa società moderna. La difesa per il brand che si ha in casa ha portato ad un'allucinazione collettiva, ogni esclusiva è vista come oro colato, come un''arma da spiattellare in faccia agli "avversari", e le esclusive "rivali" sono nei casi più moderati trattate alla stregua della peggiore nefandezza dalle quali prendere immediatamente le distanze, remando così pesantemente contro, in tutto questo rendez-vous virtule, al bene del mondo videoludico: non esiste più un obbiettività su un titolo, si gioca per ferire gli altri, per sentirsi parte di qualcosa, per discriminare. C'è molta più cattiveria repressa dentro, molte più bugie ed illusioni autoindotte che trascendono il nostro amato mondo videoludico, molta più rabbia effimera somatizzata su una scala troppo grande, non è più un sano battibecco tra amici, è una guerra malata e nociva dalla quale prendo ampiamente le distanze. Le belle esclusive, così come i titoli di bassa qualità, i pregi ed i difetti, andrebbero analizzati per ciò che sono, senza attaccarsi a futili "bandiere", senza tirarsi fumo negli occhi, è letteralmente un conflitto inutile, troppo malato, fuori controllo.
E rimanga tra noi, ho sia ONE che PS4 in casa, e credetemi, sono entrambe console mediocri in egual misura, questa è probabilmente la peggiore generazione di sempre, priva di verve e di inventiva, ed in questo piattume creativo, alimentato da una società in crisi, è forse più facile accanirsi sul diverso nella nostra profonda solitudine, che guardare in faccia la realtà e magari farsi amico un ragazzo con una console "rivale" con cui condividere il nostro hobby. Crescete.

Quote of the Post 

(da leggere con pesante  rotacismo)

A questo gioco al massacro io non ci sto. Io sento il dovere di non starci!

Oscar Luigi Scalfaro

Babe Of The Post

Per rimettere un po' di gnocca 2D che da tanto, troppo tempo era assente da questo post: la spesso snobbata Nico Robin!


See Ya!

Pazto


mercoledì 22 febbraio 2017

Selva Videocollezionistica

Sup?
Il collezionismo è un istinto ancestrale che tutti noi, chi più chi meno, portiamo dentro e questo nostro lato umano trova libero sfogo nel nobile e talvolta "dispersivo" hobby dei videogames. La quantità di materiale da collezionare è infatti mastodontica, così come la varietà dei prezzi: lo stesso gioco o console può infatti variare tranquillamente da pochi spiccioli in una bancarella, a cifre decisamente più astronomiche in un negozio o sito specializzato e questo rende la "caccia" per arricchire la nostra collezione ancora più divertente e particolare.
Molte sono le sfaccettature del collezionare videogiochi, ognuno ha il proprio concetto di collezione, le proprie regole più o meno rigide che talvolta differiscono pesantemente e quasi vanno in conflitto con quelle altrui, in un mondo con decadi di storia alle spalle e un oceano di titoli e sistemi prodotti è infatti impossibile trovare un unica via collezionistica ed ogni punto di vista, ogni regola autoimposta va rispettata, per quanto strampalata possa essa sembrare.
Il concetto più importante però è che ognuna di queste tipologie di appassionati, a modo suo e spesso inconsciamente sta facendo una cosa molto importate, preservare la storia dei videogame. Ebbene si, sappiamo tutti che ormai, grandissima parte delle console, dei vecchi computer e del software a loro dedicato stanno facendo ahimè una brutta fine, spesso letteralmente nel bidone della spazzatura. Sia per fare spazio nelle soffitte private o negli scaffali dei negozi, sia per l'avanzare incessante del consumismo, tanti, troppi "tesori" sono andati perduti per sempre: bellissime Box Art e manuali completamente decimanti ed ormai ridotti a pochi esemplari, console, home computer ed hardware ormai sull'orlo dell'estinzione, gli esempi ahimè si sprecano. E benché l'emulazione ed i vari database su internet aiutino molto, moltissimo nell'arduo compito di preservare la storia videoludica, trovo un po' triste il fatto che nel corso degli anni perderemo inesorabilmente a livello fisico molti pezzi storici di questo nostro amato hobby.
E quindi viva il retrogame, viva il collezionismo (se "sano"), viva i mercatini e gli SNES a 10-Euri buttati là. E viva anche gli emulatori, specialmente il MAME, e tutti i database carichi di informazioni ed immagini, sempre pronti a narrarci di quei capolavori ormai dimenticati dal tempo.
In conclusione, a livello personale mi ritengo un collezionista piuttosto duttile, cerco di avere nella mia ludoteca solo ciò che ho giocato o voglio giocare, prediligo i giochi nella propria confezione, possibilmente più completi possibile, senza però disdegnare gli "affari" anche se incompleti, senza focalizzarmi su una singola console, periodo storico o regione particolare. In poche parole l'importante è giocare, giocare di gusto, liberi da imposizioni e "bandiere", soffermandosi ogni tanto su una bella illustrazione, tenendo il gioco tra le mani.

In aggiunta, per terminare questo piccolo articolo, trovo un po' triste il recente uso massiccio di titoli in formato esclusivamente digitale e quindi non fisicamente preservabili, e trovo ancora più triste tutti quei giochi "online only"  che una volta spenti i server, spariranno per sempre.

Pic Of The Post

Un bel Little Samson boxato, perchè si.


See Ya!

Pazto

martedì 7 febbraio 2017

Best of the 90s - II

Sup?
Eccoci dunque qua con la seconda e ben più succosa parte dedicata al meglio della quinta, strepitosa generazione di console.
Parto immediatamente da Suikoden II titolo già da me recensito QUI che a mio modo di vedere si è confermato come uno dei migliori JRPG della propria decade, se non di tutti i tempi, un gioco immancabile per gli amanti del genere.
Preparatevi dunque ad un possente effetto nostalgia e tenetevi forte, si comincia...

Klonoa: Door to Phantomile



Nel 1997, senza troppi scossoni sugli scaffali, Namco rilascia nel mercato Klonoa Door to Phantomile, Platform 2.5D per Playstation considerato da molti (a ragione) la vera gemma nascosta della quinta generazione. Nelle avventure del piccolo Klonoa si nasconde infatti una profondità molto più grande di quanto un "semplice" Platform in 2.5D possa lasciar trasparire, fatto che ahimè non è stato capito da molte, troppe persone.
Il mondo, le scelte grafiche, la colonna sonora, la storia ed i personaggi sono tutti elementi creati a regola d'arte, che a primo acchito possono sì sembrare fin troppo fanciulleschi, ma che ad una seconda e più attenta analisi sanno rivelare tutti i loro veri colori. Un gioco "nascosto" e tutto da gustare, merito anche di un gameplay semplice ma fresco, ma sopratutto, da capire. Esperienza obbligatoria per ogni gamer che si rispetti.

Super Vehicle-001: Metal Slug



Non un capolavoro di profondità, non il più raffinato dei titoli, non il più "bello", ma un gioco semplicemente immortale: ecco cosa è Metal Slug.
Entrato nelle sale giochi (e sui Neo Geo) con una spavalda prepotenza nel 1996, il titolo sviluppato dalla Nazca Corporation sotto etichetta SNK è diventato subito un cult che vive, fortissimo, ancora adesso.
Re indiscusso di rigiocabilità, settore in cui ha veramente pochissimi rivali, Metal Slug è il più alto picco mai toccato dai Run And Gun: un gioco che letteralmente "va sempre bene", "Imperatore del divano in Co-Op" un gioco che vale sempre la pena rigiocare. Mostro Sacro.

Final Fantasy IX



Molti se lo saranno aspettati ed infatti eccolo qua: Final Fantasy IX, probabilmente uno dei capitoli più controversi della magistrale saga creata da Squaresoft.
Uscito nel 2000 agli sgoccioli della propria generazione, dopo gli straordinari successi di Final Fantasy VII ed VIII che si erano imposti alle masse grazie al loro stile moderno ed un po' "fighetto", il nono capitolo della saga non ebbe paura di intraprendere una scelta assai azzardata: tornare alle origini della saga con tinte decisamente più fiabesche e fantasy. Una vera e proprio lettera d'amore ai fan storici che ahimè non fu stata apprezzata dalle masse, penalizzando a livello di vendite un gioco che è tranquillamente considerabile uno dei migliori Final Fantasy di tutti i tempi. Ottimo JRPG sotto ogni punto di vista, tecnicamente impressionante per l'hardware sul quale era stato concepito, vero e proprio canto del cigno della generazione.

Ape Escape




Gioco di successo, quasi fuori luogo in questa seconda parte, Ape Escape è stato a modo suo l'eterno secondo della sua generazione.
Mentre Mario, Crash ed in minor parte Spyro facevano infatti a schiaffoni per il titolo di migliore Platform 3D, il buon Ape Escape è sempre stato un po' fuori, forse volontariamente, da questa accesa contesa, riuscendo però a guadagnare in silenzio un discreto successo e ad entrare così nel cuore di molti giocatori, affermandosi dunque come vero vincitore "indiretto" di questa lotta. L'esclusiva Sony uscita ad opera dell'ottima ed ahimè non troppo conosciuta Sie Japan Studio nel 1999 è infatti uno stupendo e decisamente "libero" Platform 3D, ricco di buone idee e con un gameplay decisamente divertente ed innovativo. Un ottimo titolo che ha decisamente trovato il successo che meritava, ma che troppo spesso viene un po' dimenticato.


Alundra



Ed eccoci qua, pronti ad affrontare il vero e proprio "zoccolo duro" di questo blog: a me la saga di Zelda, ad essere totalmente sinceri, non piace tutto questo granché. Ho ovviamente apprezzato svariati titoli della saga, ma benché il mio rispetto verso l'opera di Miyamoto sia immenso, dico davvero, non ci ho mai trovato dentro molti degli elementi che i fan più affezionati della saga hanno sempre idolatrato ed amato. Ed è per questo che un giovane me si è avvicinato un po' titubante ad Alundra, titolo della al tempo fresca Matrix Sofftware (passata poi sotto l'ala protettiva di Square-Enix), vera e propria risposta "Made in Sony" alla saga di Zelda. Il gioco infatti ricalca più o meno spudoratamente gli elementi migliori delle avventure del buon Link: il gameplay è praticamente identico, il mondo e la sua navigazione è assai simile, così come la struttura base del gioco. Sarebbe un po' ipocrita dunque da parte mia amare questo titolo e snobbare la saga Nintendiana, ma cari miei, le cose stanno così.
Alundra si è imposto a mio modo di vedere come un gioco molto più intelligente, raffinato ed adulto, una versione di Zelda ben più profonda, un allievo che ha superato il maestro. E' una posizione difficile la mia, me ne rendo conto, ma credo che lo spazio che questo titolo si è guadagnato in questa lista, sia del tutto meritato. Gioco troppo spesso sottovalutato, che merita uno spazio in ogni collezione degna di nota.


Vib Ribbon



Titolo che entra di diritto in questa lista, Vib Ribbon, non tanto per le qualità del gioco in se, innegabili peraltro, quanto più per il concetto che il gioco si porta dietro: la quinta generazione è stata infatti l'ultimo contesto possibile in cui un gioco tremendamente semplice e "piccolissimo" ma con delle idee, poteva tranquillamente competere come visibilità negli scaffali dei negozi contro avversari dotati di budget ben più grandi, un esempio ancor più grande di Castlevania: Symphony of the Night in pratica, un rimando all'era degli Home Computer in cui i giochi erano fatti la gran parte delle volte in dei garage, da (se si era fortunati) un gruppo di amici. Gioco che oggi sarebbe indubbiamente targato come indie, e venduto esclusivamente in digital delivery, Vib Ribbon era un Platform - Rhythm Game dotato di uno stile grafico vettoriale allucinante, che permetteva di generare i livelli tramite i nostri cd musicali. Nessuna storia particolare, nessuna feature complessa, il gioco si presentava nella sua interezza nei primi istanti, e ciò non limitava assolutamente il divertimento che il gioco sapeva offrire.


In chiusura come non citare il leggendario Commandos: Behind Enemy Lines, RTS assai unico, gli stupendi Oddworld: Abe's Oddysee e Final Fantasy Tactics (probabilmente i migliori titoli di queste lunghissime menzioni d'onore) ed il sottovalutatissimo Nights into Dreams.
Da menzionare anche l'ottimo Stealth / Action Adventure Tenchu: Stealth Assassins, il divertentissimo Parappa The Rapper (a cui Vib Ribbon ha rubato ahimè spazio), l'allucinante Daytona USA assieme ai primi due Wipeout, Mario Kart 64, Crash Team Racing e state bene attenti, Tony Hawk's Pro Skater 2 e Terra Incognita per Net Yaroze (approfondite pure QUI ), probabilmente il primo grande esempio di gioco indie vero e proprio su console, titolo assolutamente da gourmet che se avete giocato ed apprezzato vi rende automaticamente "migliore amico per la vita" ai miei occhi.


See Ya!

Pazto


lunedì 23 gennaio 2017

Best of the 90s - I

Sup?
Con la strepitosa AGDQ 2017 da poco terminata e la conferenza speciale di Nintendo sullo Switch ormai finita (dove per un attimo ho seriamente pensato che il buon Mario si sarebbe messo a rubare macchine, pestare barboni ed andare a donnine), eccomi di nuovo qua pronto a portarvi un nuovo "best of", stavolta basato sulla quinta e magica generazione di console, contenti?
Iniziata nel 1993 e terminata nel 2001 questa generazione si è distinta per l'uso massiccio del 3D e per la maggiore memoria disponibile (grazie sopratutto al nuovo formato del CD), elementi in grado di conferire ai giochi una profondità ed un identità del tutto nuove, per non parlare poi del successo mediatico che, grazie anche a Sony ed alla nuova generazione "90s", hanno trasformato i videogame in un fenomeno ben più di massa e decisamente più riconosciuto rispetto alle decadi scorse, dove perlopiù il videogioco era visto come un giocattolo per bambini.
I maggiori contendenti in questo importantissimo ring sono stati una Sony intraprendente con la sua Playstation che si è rivelata un po' a sorpresa icona indiscussa della generazione, Nintendo con un Nintendo 64 che ha riscosso discreto successo nonostante l'azzardata scelta di snobbare il formato CD in favore delle classiche cartucce e Sega che ahimè non ha arpionato il mercato con il suo Saturn, ottima console per il 2D che però è (concedetemi il termine arcaico) soccombuta dinnanzi ai suoi ben più potenti rivali.
La controparte handled è stata letteralmente conquistata di prepotenza dal Game Boy Color, nuovo prodotto di punta Nintendo reduce dal tremendo flop del Virtual Boy, con i buoni Wonderswan della Bandai ed il Neo Geo Pocket della mitica SNK tristemente travolti dal colosso di Kyoto, benché le qualità ci fossero tutte.
Ordunque si comincia, mettendo in chiaro che ritengo il Dreamcast una console di sesta generazione e che i miei gusti non sono necessariamente i vostri, con una prima parte che andrà a coprire i giochi più famosi, senza snobbare il PC, per poi concludere il tutto in una seconda e più affascinante parte che si dedicherà completamente ai "tesori nascosti".
Mettetevi comodi e date un occhio alle notevoli menzioni d'onore in chiusura, si comincia.

Half-Life



Probabilmente uno dei giochi videloudicamente più importanti e di impatto di questa lista, il rivoluzionario FPS della Valve metteva difatti sul piatto una serie di novità che da li in poi avrebbero dettato scuola: un intelligenza artificiale finalmente realistica, che portava ad agire fuori dagli schemi, ed un sistema di narrazione che a sorpresa si liberava dalle cutscenes al fine di raccontare la storia, misteriosa e coinvolgente, senza mai togliere il controllo al giocatore. Ottimo il gameplay, sontuoso il compartimento online per un gioco che probabilmente è da considerare uno dei più belli ed importanti di sempre. Pura avant-garde videoludica.

Super Mario 64



Poco da fare, Mario 64 è stato il Platform 3D della generazione, punto.
Non me ne voglia il buon Crash, Spyro, Croc e tutta la compagnia della Rare, ma il senso di meraviglia e libertà che il titolo sapeva regalare, abituati come eravamo alle due dimensioni, è forse ancora oggi ineguagliato.
Ottimo titolo, colorato, irto di segreti e possibilità, divertentissimo, che non solo ha innovato ma lo ha fatto nel modo giusto imponendosi per anni come il migliore, una gioia da giocare. Uno di quei titoli che sapeva stamparti il sorriso in faccia e farti brillare gli occhi, divertente e godibile ancora adesso. Must Have.

Final Fantasy VII



E si continua, per la serie "i titoli che ti aspetti", con il colossale JRPG creato da Squaresoft che a sorpresa abbandonò la storica alleanza con Nintendo in favore di Sony, per produrre quello che fu al tempo uno dei progetti più ambiziosi dell'industria: Final Fantasy VII.
Gioco di culto che ha segnato una generazione ed insegnato un genere, sul quale è difficile dire qualcosa senza sembrare banali, un titolo semplicemente bello, bellissimo nel suo insieme splendidamente confezionato. Ottima la storia, i personaggi, le musiche ed il Battle System, elementi racchiusi in un JRPG di stampo classico ma fortemente al passo con i tempi, uno di quei giochi che, a ragione, è entrato nell'olimpo videoludico.

Castlevania: Symphony of the Night



Gioco coraggioso questo Symphony of the Night, che non ha avuto paura di buttarsi, quasi silenziosamente, in un arena sommersa di poligoni ed innovazioni offrendo in risposta un gameplay ed una grafica puramente retrò con una profondità e delle meccaniche realizzate divinamente. Le avventure di Alucard nell'ormai classico stile Metroidvania, hanno infatti saputo emozionare e coinvolgere i giocatori di tutto il mondo ben più di molti altri titoli decisamente più all'avanguardia ma privi di cuore, "arte" ed idee. Un gioco importante, che ha saputo opporsi a ciò che era il trend del momento e ad avere successo, una vittoria per il gaming. Ancora oggi uno dei migliori del suo genere, e non è poco.

Passando alle (lunghissime) menzioni d'onore, inizierei dai due sublimi RTS per PC Age of Empires IIStarcraft, mostro sacro del genere da giocare assolutamente, per poi passare a due Survival Horror assai diversi tra di loro ma decisamente di impatto: Resident Evil 2, ed il sublime Silent Hill.
Passando ai Platform, è necessario e doveroso citare l'ottima trilogia di Crash Bandicoot, Must Have assoluto, e le avventure di Spyro The Dragon, così come il primo, bellissimo e difficilissimo Rayman.
E per finire ecco i titoli che tutti, ma proprio tutti si aspettavano: Metal Gear Solid, gioco epocale sul quale è quasi superfluo esprimere parole aggiuntive, Gran Turismo, ambizioso simulatore di guida, Pokémon Gold & Silver, probabilmente uno dei sequel migliori mai realizzati, la trilogia di Tekken e rimanendo in tema Street Fighter Alpha / Zero 3 assieme a Soul Blade / Soul Edge , ultimo ma non ultimo The Legend of Zelda: Ocarina of Time, considerato da molti uno dei giochi più belli di sempre.


See Ya!

Pazto


martedì 6 dicembre 2016

Feel like pwning noobs

Sup?
Pure Pwnage fu un prodotto sub-culturale arrivato nel modo giusto, al momento giusto: la web-series uscita nel 2004 infatti si rivolgeva totalmente a quegli hardcore gamer ormai ventenni con davanti a loro un futuro un po' incerto, il cui hobby principale, ovvero i videogiochi, era una passione così grande da diventare quasi uno stile di vita. Ed il buon Jeremy, meglio conosciuto come teh_pwnerer e protagonista della serie, altro non era che una caricatura di quella sub-cultura, un giovane uomo socialmente un po' sfigato che dedicava la quasi totalità del suo tempo giocando (o meglio pwnando) assiduamente, con pochi ma buoni amici ed una noncuranza quasi totale del proprio futuro, così come del mondo che lo circondava.
E così tra avventure più o meno paradossali, personaggi memorabili e due web-stagioni arrivò il grande successo, sfornando tormentoni senza tempo del calibro di "Boom Headshot!" e creando una fanbase così folta ed appassionata da portare gli autori della piccola web-series ad abbandonare le proprie origini e creare, con un vero e proprio azzardo, una serie TV in piena regola che però, puntando ad un pubblico più ampio e snaturando così la sua natura, si rivelò nettamente inferiore alla saga "classica" con conseguente accoglienza tiepida da parte del pubblico e decadimento della serie in toto.
Pure Pwnage, vera e propria meteora mediatica, andò dunque a finire nel polveroso cassetto dei ricordi e per molti anni non se ne seppe più nulla, finché a sorpresa un po' di tutti nel 2012 venne annunciato un crowdfunding per la creazione di un film che avrebbe ripreso e probabilmente concluso la saga classica. Il supporto dei fan non mancò di certo, ed in brevissimo tempo il progetto, che come obbiettivo iniziale puntava a 75000$, arrivò alla ragguardevole cifra di 211300$.
Il team dunque, con un po' di calma a dire il vero, si mise a lavoro ed a quattro anni di distanza, il film fu finalmente pronto.

RetroWatch - Pure Pwnage Teh Movie



Cosa dire dunque del prodotto finale di questa piccola epopea? Sinceramente ero un po' scettico, i crowdfunding si rivelano a volte delle grandi bufale e la bassa qualità della serie TV mi aveva lasciato un grande amaro in bocca, portandomi ad approcciare questa pellicola in modo un bel po' prevenuto, ma devo dire che mi sono ricreduto in fretta, il film è a modo suo un degno erede della Web-Series.
La pellicola riprende dopo anni di distanza, ciò che la serie web aveva lasciato in sospeso: Jeremy è diventato un membro produttivo della società dopo essere stato sottoposto ad una cura di psicofarmaci, vive una vita "normale" e non gioca più. Convive con Doug, con cui si è sposato per avere benefici fiscali (con ovvie battute sull'omosessualità) e spende le sue giornate in modo apparentemente felice. Ma suo fratello Kyle non ci sta, vuole fare un film su Pure Pwnage in piena regola, così concludere ciò che ormai 12 anni fa aveva iniziato, e scoprendo la dipendenza da psicofarmaci di Jeremy, sostituisce le pillole con delle mentine, liberando così teh_pwnerer dalla sua "nuova vita". Da quel momento il film torna a ricalcare la web-series, vedendo Jeremy ed i suoi compagni impegnati prima in una scorpacciata videoludica, e dopo in un torneo di MOBA, affrontando i classici temi dell'amicizia e della vita, arrivando così ad una semplice ma efficace Happy Ending.
Ad essere totalmente sinceri, il film considerato come "Film" vero e proprio, non regge il confronto con i colleghi, la regia così come i dialoghi sono infatti piuttosto amatoriali ed il tutto sembra più uno "special" della vecchia serie che un lungometraggio vero e proprio, ma probabilmente, e questa è la mia opinione, la pellicola nella sua semplicità è ciò che doveva essere, ciò che i fan volevano. Personalmente, da amante della serie, il film mi ha divertito non poco, conclude finalmente una saga stroncata a metà e soddisfa in pieno il fan di Pure Pwnage che è ancora vivo in me. Un Film solo per gli appassionati quindi, con un target ben preciso e che forse punta un po' troppo sulla nostalgia, ma che nel suo complesso scorre bene, intrattiene e fa il suo dovere.

See Ya

Pazto