Sup?
Eccoci dunque qua con la seconda e ben più succosa parte dedicata al meglio della quinta, strepitosa generazione di console.
Parto immediatamente da
Suikoden II titolo già da me recensito
QUI che a mio modo di vedere si è confermato come uno dei migliori
JRPG della propria decade, se non di tutti i tempi, un gioco immancabile per gli amanti del genere.
Preparatevi dunque ad un possente effetto nostalgia e tenetevi forte, si comincia...
Klonoa: Door to Phantomile
Nel 1997, senza troppi scossoni sugli scaffali,
Namco rilascia nel mercato
Klonoa Door to Phantomile,
Platform 2.5D per
Playstation considerato da molti (a ragione) la vera gemma nascosta della quinta generazione. Nelle avventure del piccolo
Klonoa si nasconde infatti una profondità molto più grande di quanto un "semplice"
Platform in
2.5D possa lasciar trasparire, fatto che ahimè non è stato capito da molte, troppe persone.
Il mondo, le scelte grafiche, la colonna sonora, la storia ed i personaggi sono tutti elementi creati a regola d'arte, che a primo acchito possono sì sembrare fin troppo fanciulleschi, ma che ad una seconda e più attenta analisi sanno rivelare tutti i loro veri colori. Un gioco "nascosto" e tutto da gustare, merito anche di un
gameplay semplice ma fresco, ma sopratutto, da capire. Esperienza obbligatoria per ogni
gamer che si rispetti.
Super Vehicle-001: Metal Slug
Non un capolavoro di profondità, non il più raffinato dei titoli, non il più "bello", ma un gioco semplicemente immortale: ecco cosa è
Metal Slug.
Entrato nelle sale giochi (e sui
Neo Geo) con una spavalda prepotenza nel 1996, il titolo sviluppato dalla
Nazca Corporation sotto etichetta
SNK è diventato subito un
cult che vive, fortissimo, ancora adesso.
Re indiscusso di rigiocabilità, settore in cui ha veramente pochissimi rivali,
Metal Slug è il più alto picco mai toccato dai
Run And Gun: un gioco che letteralmente "va sempre bene", "Imperatore del divano in Co-Op" un gioco che vale sempre la pena rigiocare. Mostro Sacro.
Final Fantasy IX
Molti se lo saranno aspettati ed infatti eccolo qua:
Final Fantasy IX, probabilmente uno dei capitoli più controversi della magistrale saga creata da
Squaresoft.
Uscito nel 2000 agli sgoccioli della propria generazione, dopo gli straordinari successi di
Final Fantasy VII ed
VIII che si erano imposti alle masse grazie al loro stile moderno ed un po' "fighetto", il nono capitolo della saga non ebbe paura di intraprendere una scelta assai azzardata: tornare alle origini della saga con tinte decisamente più fiabesche e
fantasy. Una vera e proprio lettera d'amore ai
fan storici che ahimè non fu stata apprezzata dalle masse, penalizzando a livello di vendite un gioco che è tranquillamente considerabile uno dei migliori
Final Fantasy di tutti i tempi. Ottimo
JRPG sotto ogni punto di vista, tecnicamente impressionante per l
'hardware sul quale era stato concepito, vero e proprio canto del cigno della generazione.
Ape Escape
Gioco di successo, quasi fuori luogo in questa seconda parte,
Ape Escape è stato a modo suo l'eterno secondo della sua generazione.
Mentre
Mario, Crash ed in minor parte
Spyro facevano infatti a schiaffoni per il titolo di migliore
Platform 3D, il buon
Ape Escape è sempre stato un po' fuori, forse volontariamente, da questa accesa contesa, riuscendo però a guadagnare in silenzio un discreto successo e ad entrare così nel cuore di molti giocatori, affermandosi dunque come vero vincitore "indiretto" di questa lotta. L'esclusiva
Sony uscita ad opera dell'ottima ed ahimè non troppo conosciuta
Sie Japan Studio nel 1999 è infatti uno stupendo e decisamente "libero"
Platform 3D, ricco di buone idee e con un
gameplay decisamente
divertente ed innovativo. Un ottimo titolo che ha decisamente trovato il successo che meritava, ma che troppo spesso viene un po' dimenticato.
Alundra
Ed eccoci qua, pronti ad affrontare il vero e proprio "zoccolo duro" di questo blog: a me la saga di
Zelda, ad essere totalmente sinceri, non piace tutto questo granché. Ho ovviamente apprezzato svariati titoli della saga, ma benché il mio rispetto verso l'opera di Miyamoto sia immenso, dico davvero, non ci ho mai trovato dentro molti degli elementi che i fan più affezionati della saga hanno sempre idolatrato ed amato. Ed è per questo che un giovane me si è avvicinato un po' titubante ad
Alundra, titolo della al tempo fresca
Matrix Sofftware (passata poi sotto l'ala protettiva di
Square-Enix), vera e propria risposta "
Made in Sony" alla saga di
Zelda. Il gioco infatti ricalca più o meno spudoratamente gli elementi migliori delle avventure del buon
Link: il
gameplay è praticamente identico, il mondo e la sua navigazione è assai simile, così come la struttura base del gioco. Sarebbe un po' ipocrita dunque da parte mia amare questo titolo e snobbare la saga Nintendiana, ma cari miei, le cose stanno così.
Alundra si è imposto a mio modo di vedere come un gioco molto più intelligente, raffinato ed adulto, una versione di
Zelda ben più profonda, un allievo che ha superato il maestro. E' una posizione difficile la mia, me ne rendo conto, ma credo che lo spazio che questo titolo si è guadagnato in questa lista, sia del tutto meritato. Gioco troppo spesso sottovalutato, che merita uno spazio in ogni collezione degna di nota.
Vib Ribbon
Titolo che entra di diritto in questa lista,
Vib Ribbon, non tanto per le qualità del gioco in se, innegabili peraltro, quanto più per il concetto che il gioco si porta dietro: la quinta generazione è stata infatti l'ultimo contesto possibile in cui un gioco tremendamente semplice e "piccolissimo" ma con delle idee, poteva tranquillamente competere come visibilità negli scaffali dei negozi contro avversari dotati di budget ben più grandi, un esempio ancor più grande di
Castlevania: Symphony of the Night in pratica, un rimando all'era degli
Home Computer in cui i giochi erano fatti la gran parte delle volte in dei garage, da (se si era fortunati) un gruppo di amici. Gioco che oggi sarebbe indubbiamente targato come indie, e venduto esclusivamente in
digital delivery,
Vib Ribbon era un
Platform - Rhythm Game dotato di uno stile grafico vettoriale allucinante, che permetteva di generare i livelli tramite i nostri cd musicali. Nessuna storia particolare, nessuna
feature complessa, il gioco si presentava nella sua interezza nei primi istanti, e ciò non limitava assolutamente il divertimento che il gioco sapeva offrire.
In chiusura come non citare il leggendario
Commandos: Behind Enemy Lines,
RTS assai unico, gli stupendi
Oddworld: Abe's Oddysee e
Final Fantasy Tactics (probabilmente i migliori titoli di queste lunghissime menzioni d'onore) ed il sottovalutatissimo
Nights into Dreams.
Da menzionare anche l'ottimo
Stealth / Action Adventure Tenchu: Stealth Assassins, il divertentissimo
Parappa The Rapper (a cui
Vib Ribbon ha rubato ahimè spazio), l'allucinante
Daytona USA assieme ai primi due
Wipeout,
Mario Kart 64,
Crash Team Racing e state bene attenti,
Tony Hawk's Pro Skater 2 e
Terra Incognita per
Net Yaroze (approfondite pure
QUI ), probabilmente il primo grande esempio di gioco
indie vero e proprio su console, titolo assolutamente da
gourmet che se avete giocato ed apprezzato vi rende automaticamente "migliore amico per la vita" ai miei occhi.
See Ya!
Pazto